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A POCHI PASSI DALLA LUCE

20 APRILE 1945: CRONACA DELLA TRAGICA FINE DI UN PILOTA AMERICANO A POCHI GIORNI DALLA FINE DELLA GUERRA.

Lo scenario:
La “linea gotica” si è sfaldata: da Rimini al Tirreno, le eterogenee armate alleate inseguono l’esausto gruppo armato C tedesco del Generale Vietinghoff-Schell, da pochi giorni subentrato in comando al Feldmaresciallo Kesselring. Un fiume di uomini e mezzi in ripiegamento attraverso la pianura Padana direzione Brennero, incontro alla capitolazione.
L’Aeronautica Nazionale Repubblicana ha di fatto concluso le sue operazioni di contrasto agli aerei alleati il giorno prima, pagando l’ultimo tributo di sangue con la morte in combattimento aereo del Tenente Aurelio Morandi, del Iº Gruppo Caccia.
Il C.N.L. Alta Italia si appresta a decretare l’insurrezione generale e i carri armati dell’8° Armata inglese sono in cammino sulla Via Emilia verso Bologna, che verrà ufficialmente liberata all’alba del 21 aprile dai soldati della 2° Divisione Polacca del Generale Anders.
Nel bunker della Cancelleria, a Berlino, Adolf Hitler festeggia, in un’atmosfera di allucinata follia, il cinquataseiesimo compleanno, mentre le avanguardie dell’Armata Rossa sono già nei sobborghi orientali della capitale tedesca e gli americani conquistano Norimberga.

Aeroporto di Pisa S. Giusto:
sede del 350th Fighter Group U.S.A.A.F ore 13.15.
Dalla pista principale decolla una sezione di quattro caccia bombardieri P-47D Thunderbolt del 346th Fighter Squadron, denominazione in codice “Minefield Ivory” composta da: 1st/lt. Bergeron in coppia con il 1st/lt. Thompson, gregario d’ala e dal 1st/lt. Barton in coppia con il 1st/lt. Floyd.
Obiettivo della missione: la cittadina di Vignola, 25 km a S.W. di Bologna, ancora occupata da truppe germaniche.
La formazione serrata raggiunge l’obiettivo alle 14.00. L’attacco viene portato con razzi esplosivi HE 4,5 inch. e bombe GP da 500 libbre. Conclusa l’azione, sotto un accurato tiro contraereo, di flak pesanti, “Minefield Ivory” prosegue la missione di ricognizione verso la S.S. nº 9 (via Emilia), separandosi in due coppie.
Thompson, dopo aver mitragliato un automezzo, avverte via radio Bergeron che nel suo abitacolo è comparso del fumo, si decide perciò la rotta di rientro; otto miglia a Nord di Vignola, Bergeron vede in una strada secondaria due carri armati nemici, un breve colloquio via radio fra i due piloti e si procede all’attacco con razzi incendiari. Bergeron compie un passaggio in picchiata su di un carro lanciando una salva di due razzi e in cabrata, chiama per radio il compagno.
Thompson dichiara di essere stato colpito dal tiro contraereo al motore, con conseguente perdita di pressione dell’olio. Senza ulteriori indugi, si fa rotta di immediato rientro verso Pisa, mentre la formazione si raduna per assistere il compagno in difficoltà.

Appennino modenese:
Latitudine 44º 25’N – Longitudine 10º 58’E. ore 14.30 circa.
E’ un pomeriggio terso e luminoso di primavera. Siamo nei pressi della Pieve di Trebbio, un’antica chiesa romanica dell’XI secolo, affacciata all’ardita architettura geologica dei Sassi di Roccamalatina, pochi chilometri a sud di Vignola.
Un gruppo di ragazzi sta allegramente giocando tra i filari di vite ed i campi di erba medica. Ad un tratto, un cupo rumore di motori aerei in avvicinaento da Nord, direzione Sud-ovest, catalizza l’attenzione di tutti. Sono quattro caccia argentei, in formazione raccolta, uno di essi traccia in cielo una lunga scia di fumo bianco, segno inequivocabile di noie meccaniche. Giunti sulla verticale dell’antica pieve, il velivolo in avaria compie una virata di 270º e identificato uno spiazzo sufficientemente ampio, si appresta ad un atterraggio di fortuna con il carrello retratto.
I giovani spettatori si radunano al riparo di un ampio fossato, seguendo ipnotizzati l’evolversi della situazione.
Con il motore a regime minimo, il velivolo tocca terra su di una vigna disegnando un’ampia traccia di filari abbattuti. Il pesante caccia sembra destinato ad esaurire la sua folle corsa ragionevolmente indenne, ma l’imprevisto accade. Sulla traiettoria si para una robusta pianta di ciliegio; la radice dell’ala sinistra, impatta con violenza l’albero, l’aereo compie una repentina rotazione a sinistra e si arresta, con lo schianto di un tuono!

Dal rapporto del lt. Bergeron:
“…ebbi il contatto radio con lui per circa tre minuti, da quando mi comunicò che il suo motore era fuori uso e che stava precipitando. Gli comunicai che spettava solo a lui giudicare se atterrare in modo sicuro sulla pancia o se lanciarsi con il paracadute. Il campo che egli scelse era molto largo ma era situato alla sommità di una collina che, nella parte a ovest, terminava con un ripido dirupo. La sua velocità era troppo elevata perché potesse semplicemente planare sul campo, quindi, onde evitare di prenderla troppo lunga o di dover superare il dirupo, diresse l’aereo diritto verso il campo, colpendo il suolo in modo violento. Nello schianto, un’ala venne tranciata via, facendo roteare l’aereo su di un gruppetto di cinque o sei alberi. Quando la polvere si posò, vidi che l’intera coda dell’aereo era stata tranciata di netto e che il motore sembrava staccato dalla fusoliera. Sorvolai più volte l’aereo e provai a scorgere Thompson ma, a causa degli alberi, non riuscii a vedere nella cabina di pilotaggio, né ebbi alcuna risposta via radio. L’aereo non prese fuoco e forse egli sopravvisse all’incidente, ma di questo non posso esserne sicuro”.
Nel silenzio che segue, i cinque ragazzi accorrono istintivamente verso il relitto, sulla fiancata una grande stella bianca in campo azzurro, colori e simboli ormai famigliari, di una nuova pagina di Storia!
Nel frattempo, uno degli aerei (Bergeron –n.d.a.), protetto dalla coppia in quota, compie una serie di bassissimi sorvoli, cercando di intravedere un gesto di vita dal compagno caduto. Accorre un contadino del luogo, Ettore Pedroni, attraverso il frastuono dei motori, consapevole dei terribili pericoli che i ragazzi stanno correndo, urla al giovane figlio Anselmo di salire in casa, che si trova a pochi metri dall’aereo e prendere un asciugamani bianco che viene freneticamente sventolato in direzione degli aerei in cielo che, a questo punto, null’altro possono fare che registrare le coordinate di caduta e far rotta Sud-Overst, verso Pisa dove atterreranno alle 15.00.
Pochi minuti dopo, giungono due soldati tedeschi del locale presidio, aprono rapidamente il tettuccio in plexiglass ed estraggono con cautela il pilota esanime. Appare subito chiaro che il giovane aviatore è morto. La mancanza di ferite sul corpo, fa pensare a fatali lesioni interne dovute al duro impatto.
Ai testimoni appare un uomo di piccola statura, con il viso da ragazzo e mani delicate, ben diverse da quelle di chi, ogni giorno, in pace o in guerra, coltiva i campi! In un taschino della tuta, è custodito il piastrino personale: 1st/lt. Robert G. Thompson nº di matricola 02057052.
Da un altro comparto della combinazione di volo, viene estratto un piastrino di bachelite verde, con un’iscrizione in diverse lingue, sopra il quale è richiesto, in caso di morte del pilota, di sotterrare il corpo nei pressi del velivolo onde facilitarne il ritrovamento.
Compiuta la pietosa opera, i due soldati tedeschi si allontanano, trattenendo gli effetti personali dello sfortunato aviatore. Viene severamente intimato ai civili del luogo, che artificieri sarebbero tornati l’indomani per minare il relitto. Ma gli eventi incalzano, l’orologio della Storia avanza inesorabile verso la liberazione!
Nella notte infatti, viene smontato tutto il materiale riutilizzabile, armi, carburante e quant’altro; diverranno strumenti nelle mani dei partigiani, in piena offensiva. Col tempo poi, alluminio, gomma e acciaio diverrano ingengosi utensili e tegami da cucina per generazioni intere di famiglie del luogo.
Con la partenza dei presidio tedesco, il corpo del pilota venne sepolto, dai contadini del luogo, nel piccolo cimitero della pieve romanica. Il 21 luglio 1945, il valoroso pilota fu trasferito, ad opera del QMC dell’US Army, al cimitero americano di Castelfiorentino.
Successivamente, nel novembre del 1947, per volere della famiglia rimpatriato negli Stati Uniti, dove tuttora riposa, al cimitero municipale di New Vienna contea di Clinton, stato dell’Ohio.
Per il suo sacrificio, al tenente Robert G. “Pete” Thompson, fu conferita la “Silver Star” alla Memoria.

Il diario giornaliero d’operazioni del 346th Fighter Squadron-350ºth FG riport testualmente:
Missione nº 361 – ricognizione armata nº4 P-47D – Piloti 1st-lt’s John E. Bergeron, Howard L. Barton, Lester C. Floyd, Robert G. Thompson: “decollo da Pisa ore 13.15 – ore 14.00 sull’obiettivo, attaccata città di Vignola (L-6248) – distrutti o parzialmente distrutti 4 o 5 edifici con bombe e razzi – colpite due contraeree leggere nella zona Sud/Est della città – 1 jeep tedesca danneggiata – 25 cavalli uccisi – 1 campo bombardato per cinque miglia di raggio in zona L-9160 intersezione nord/nord-ovest – 2 carri armati leggeri attaccati con razzi a sud/ovest L-633522 – 15 trasporti truppe attaccati in convoglio L-682552 – sganciamento per esaurimento autonomia.
Osservazioni: ponte zona L-618622 okay. Si istituisce altro volo per controllo.
Perdite: 1st-lt. Thompson, disperso in azione (Missing In Action) atterraggio forzato in territorio nemico causa danni da flak contraerea – velivolo perduto P-47D26RE. Firmato: Major Charles E. Gilbert – Comandante 346th FS.

IL RICORDO

Il 25 aprile 1946, in occasione del primo anniversario della Liberazione, il popolo di Pieve di Trebbio, con una sottoscrizione volontaria, eresse un cippo marmoreo, sul luogo della tragedia, in ricordo del giovane pilota americano.

Robert Thompson

“ventitreenne tenente
pilota americano

messaggero di libertà e pace

disceso dal cielo in questa

terra amica

e qui spirò il 20 aprile 1945

Pieve di Trebbio

con amore di madre

ne raccolse le spoglie mortali”

il ricordo su questo marmo
25 aprile 1946

… parole semplici ed affettuose, frutto della delicata sensibilità di Ettore Pedroni, poeta-contadino del luogo.

 
N. 81 di dic - gen 2012
• La storia di Banana
• Fairey Fulmar
• La Fuerza aerea brasileira in Italia
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