Due volte Asso: HARRY THYNG
Dal luglio 1939 al settembre 1945, l’U.S. Army Air Force ha provveduto ad addestrare 193.440 piloti. Di questi, circa 36.000 sono divenuti piloti da caccia, ma fra questi solo 697 si sono guadagnati il titolo di asso nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Molti di questi assi hanno combattuto di nuovo nella Guerra di Corea. Sei di loro sono riusciti ad abbattere cinque o più caccia a reazione nemici e sono entrati nel novero del circolo elitario degli assi dell’Air Force, sia a elica che a getto. Uno dei sei è stato Harry Thyng, membro della Flying School Class 40-A, la cui carriera è stata punteggiata da azioni meritevoli. Nella tarda primavera del 1942 il 31º Fighter Group giunse in Gran Bretagna per essere riequipaggiato con gli Spitfire.
Sette, fra i suoi ufficiali anziani vennero distaccati presso un gruppo da caccia della RAF per guadagnarsi un’esperienza operativa. Fra questi vi era il Magg. Harrison Thyng, Comandante del 309º Squadron . Il 26 luglio 1942 i piloti del 31º FG presero parte ad una missione «fighter sweep» della RAF sulla Francia settentrionale e divennero, stando a svariate fonti, i primi piloti da caccia dell’USAAF ad entrare in combattimento in Europa. Tre settimane più tardi Thyng venne decorato con la Silver Star per aver protetto uno dei suoi piloti abbattuto nella Manica mentre lo stesso Thyng si trovava sotto attacco da parte di caccia nemici. All’inizio di novembre 1942 il 31º FG fu trasferito a Gibilterra per supportare l’invasione alleata del nord-Africa dell’8 novembre. Durante il D-Day dell’Operazione Torch, Thyng condusse il suo Squadron fino ad un campo in Algeria. Qui, mentre gli aerei americani si apprestavano ad atterrare, furono attaccati da caccia francesi Dewoitine 520 delle forze di Vichy.
I piloti del 309º FS riuscirono ad abbattere tre dei quattro Dewoitine, uno dei quali cadde sotto i colpi delle armi di Harry Thyng, prima sua vittoria confermata in combattimento. Durante quel freddo e bagnato inverno nord-africano il 309º FS dovette spostarsi di frequente da una pista improvvisata ad un’altra, con gli uomini costretti a vivere in condizioni assai primitive, effettuando una media di tre missioni al giorno in appoggio alle operazioni terrestri e dovendosi confrontare con i migliori elementi della Luftwaffe e dell’Aeronautica Italiana. Durante una missione, mentre Thyng si trovava in coda ad un Messerschmitt Me.109, un’unità antiaerea britannica, desiderosa di rendersi utile, aprì il fuoco contro l’aereo germanico ma riuscì ad abbattere solo il caccia di Thyng. Dopo un atterraggio piuttosto duro con il paracadute, soldati britannici che si profondevano in scuse recuperarono il pilota stordito e lo riaccompagnarono in jeep al suo Squadron. Durante il viaggio il conducente della jeep finì su di una gobba della strada e Thyng fu sbalzato fuori; risulato, una caviglia fratturata.
Il mattino successivo, mentre si dirigeva alle operazioni intralciato dall’ingessatura, Thyng fu raggiunto dal suo capo-equipaggio che lo portò presso un altro Spitfire, «rubato» durante la notte ad un altro Squadron, e che ora inalberava il nome di Thyng dipinto sul muso. Il capo-equipaggio aveva anche equipaggiato la pedaliera con una imbracatura apposita, «così da non dover essere costretti a perdere una missione». Anni dopo, nel febbraio 1975, il Brig. Gen. in pensione Harrison Thyng scrisse di quel suo capo-equipaggio in una delle storie di guerra più avvincenti. Harry Thyng terminò il suo turno operativo in Gran Bretagna e Nord-Africa dopo aver portato a termine ben 162 missioni di combattimento, con cinque vittorie confermate, parecchie probabili e l’Oak Leaf Cluster sulla sua Silver Star. Venne inoltre citato per la sua capacità di comando che fece del suo Squadron uno dei più efficaci del teatro operativo. Nel maggio 1945 il Col. Thyng prese il comando del 413º Fighter Group, equipaggiato con i caccia a grande autonomia P-7N Thunderbolt e dislocato a Ie Shima, nei pressi di Okinawa. Fino alla fine del conflitto i piloti del 413º FG bombardarono e mitragliarono bersagli sul territorio giapponese.
Thyng fu accreditato, non ufficialmente, di un caccia giapponese abbattuto. Al termine della guerra egli aveva combattuto contro i piloti di ben quattro nazionalità, francesi, tedeschi, italiani e giapponesi. Questo ambito si sarebbe poi esteso a cinque, mentre era al comando del 4º FIW dal novembre 1951 all’ottobre 1952, e in quel periodo effettuò ben 114 missioni di guerra, riuscendo ad abbattere ben 5 MiG-15, cosa che gli fruttò una terza Silver Star. Ma la sua carriera bellica non era ancora giunta al termine. Nel 1966 fu mandato in Vietnam in assegnazione speciale per sperimentare i missili aria-aria e compì svariate missioni con il grado di Brigadier Generale, ritirandosi infine dal servizio verso la fine di quell’anno con all’attivo oltre 650 ore di missioni di guerra portate a termine nell’arco di tre conflitti. Harrison Thyng si presentò poi alle elezioni politiche per il seggio al Senato nel New Hampshire, ma perse con uno stretto margine di voti. Quindi si impiegò come preside in un collegio di ragazzi ed è stato anche Presidente dell’American Fighter Aces Association. Il Gen. Thyng è morto nel 1983, onorato come superbo leader sia in pace che in guerra.
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