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THOMAS A. REYNOLDS
Un dimendicato asso del Pacifico

Quando pensiamo agli assi dell’US Army Air Force durante la Guerra nel Pacifico i nomi che ci vengono alla mente sono sempre gli stessi; Bong, McGuire, forse Gerry Johnson (ci furono quattro Johnson assi, dei quali due dell’USAAF in Europa ed uno in Asia), ma ce ne fu anche un altro, il Maj. Thomas A. Reynolds che militò nella 14th Air Force. Presso questa grande unità vi era la consuetudine di contare quali vittorie aeree anche quelle ottenute contro aerei nemici al suolo e, in questo modo, Reynolds si attribuì 46,5 aerei distrutti più due probabili; gliene furono riconosciuti 41,5 (con 0,5 si indica un aereo abbattuto unitamente ad un compagno). Il totale degli aerei distrutti in duello aereo varia secondo le stime tra tre e otto, sufficienti a fare di Reynolds un asso. Poco noto è anche il reparto in cui l’aviatore militava, il Chinese-American Composite Wing (CACW), sempre alle dipendenze del leggendario Gen. Chennault e che si poteva considerare l’inverso dell’AVG (i volontari americani in Cina) essendo composto da volontari cinesi aggregati al 69th Composite Wing dell’USAAF operativo nel teatro CBI (China-Burma-India).

Thomas Allison Reynolds era nato nel 1918 nell’Arkansas e nel maggio 1941 si era iscritto come allievo pilota ai corsi presso la Tulsa University; ne uscì brevettato l’11 dicembre 1941, quattro giorni dopo l’ingresso del suo paese nella seconda guerra mondiale. Fu assegnato quale istruttore al 338th Fighter Group, in patria e, con suo grande disappunto, dovette aspettare due anni e 900 ore di volo prima di essere assegnato ad un reparto operativo, in India.
Nel Teatro CBI la 14th AF era stata costituita il 5 marzo 1943 ed il 24 aprile le era stata assegnata la China Air Task Force e nell’ottobre 1943 aveva fatto seguito il CACW, gerarchicamente associato al 68th Composite Wing. Il CACW si articolava su tre Groups, 3rd e 5th da caccia e 1st da bombardamento ed al 17th Fighter Squadron fu assegnato l’allora Capt. Reynolds, con la qualifica di comandante di squadriglia. Il reparto era equipaggiato con caccia Curtiss P-40N Warhawk con distintivi cinesi ed era basato a Chihkiang.

Il Capt. Reynolds entrò in azione il 12 giugno, per una missione di mitragliamento di obiettivi al suolo, ruolo principale dei P-40 del CACW. Il suo primo incontro con il nemico avvenne il 18 giugno mentre scortava quattro bombardieri B-25 Mitchell del 1st Bombardment Group (Medium). La formazione fu intercettata da otto caccia Nakajima Ki-43-II Hayabusa (Oscar) che abbatterono un P-40; ne nacque un «dog-fight» nel quale la squadriglia di quattro aerei comandata dal Lt. Col. John A. Dunning distrusse quattro caccia dell’Esercito Imperiale.
La prima vittoria di Thomas fu il 26 giugno 1944, durante una missione di scorta con una formazione di quattro P-40N. I piloti americani e cinesi si trovarono di fronte undici Oscar ed il primo Kawasaki Ki.61 Hien (Tony) mai apparso fino a quel momento nel teatro. I Warhawk furono, ovviamente, circondati e ricorsero all’abituale tattica di sfruttare la loro superiore velocità buttandosi in picchiata (come è noto, i P-40 erano robusti incassatori ma, dal punto di vista aeronautica, dei classici «ferri da stiro»). Acquistata accelerazione Reynolds risalì fino a 1.200 m, rientrando nella mischia: davanti a sé vide un Ki.43 e lo investì con una raffica delle sue mitragliatrici da 12,7 mm. La sua prima vittima precipitò a vite. Un altro Oscar si era posto in coda a Reynolds, ma fu messo in fuga dal suo gregario, Capt. G.W. Ramsey che, a sua volta, fu attaccato da altri due caccia ai quali sfuggì con la consueta tecnica della picchiata, finendo in mezzo ad un’altra formazione di P-40 a bassa quota. Il P-40 pilotato dal Lt. W.K. Bonneaux si trovò davanti uno degli Oscar che avevano inseguito Ramsey e riuscì a colpirlo, ma non ottenne conferma dell’abbattimento.
I piloti della Chinese Air Force, anche quelli aggregati al CACW, avevano ordine di evitare il combattimento ma, del resto, la stessa aviazione dell’esercito giapponese non concentrava i suoi sforzi in quel teatro e così si giustifica il numero relativamente scarso di combattimenti aerei sostenuti dal 5th Fighter Group.

Dopo una certa stasi, la prima importante missione fu quella dell’11 novembre, quando il 5th FG attaccò l’aeroporto di Hengyang sul quale si trovava la maggior concentrazione di caccia giapponesi della Cina centrale. Ne fu avvistata una quindicina in volo a 3.000 m e circa 40 a terra. Reynolds compì un primo veloce passaggio a quasi 650 km/h sul campo, sganciando le sue due bombe frenate (le prime «parafrag» impiegate nel conflitto) distruggendo due Ki.43 parcheggiati. Al secondo passaggio disintegrò con una raffica un Oscar in rullaggio ed un secondo nelle stesse condizioni al quarto passaggio. Risalito a 2.450 m si trovò in coda un Hayabusa senza accorgersene ed i colpi del giapponese gli centrarono il piano orizzontale di coda. Il Lt. John Miller, che volava a quota più alta con i P-40 che fungevano da scorta, vide Reynolds picchiare furiosamente per scrollarsi di dosso il giapponese ed intervenne. L’Oscar fu abbattuto, anche se non fu visto schiantarsi. La missione si concluse con 18 aerei distrutti per la perdita di due: quello del Lt. Wang che, ferito, aveva dovuto atterrare sul ventre e quello di Reynolds che dopo l’atterraggio fu giudicato non riparabile. Per il suo comportamento durante l’operazione Reynolds ebbe la Silver Star (megaglia d’argento) che si aggiunse alla DFC (croce di guerra).

Nel dicembre 1944 il Capt. Reynolds fu promosso maggiore e divenne comandante del 7th FS, basato a Laohokow. In quel periodo il suo reparto cominciò a ricevere i P-51D Mustang e Warhawk, il Maj. Reynolds diresse otto aeroplani contro l’aeroporto di Hanchow e incendiò tre Ki.43 e due bombardieri Nakajima Ki.48 (Lilly).
Il 21 gennaio 1945 Reynolds fu nuovamente coinvolto in un «dogfight», quando intercettò un Nakajima Ki.44 Shoki (Tojo) prossimo all’atterraggio a Tsichiao Chan, mandandolo a schiantarsi in un bosco vicino all’aeroporto. Il 10 febbraio il reparto ottenne buoni risultati negli attacchi agli aeroporti e Thomas distrusse dieci aerei che identificò come Kate (Nakajima B5N della marina) ma che doveveno essere i non molto dissimili bombardieri leggeri Mitsubishi Ki.30 (Ann).
Il 7 marzo 1945, alla testa di una formazione di Mustang, al rientro da una missione di attacco al suolo su Nanchino, ci fu l’ultimo importante combattimento aereo. Reynolds avvistò una quindicina tra Oscar e Tojo. Un primo Ki.44 fu visto cadere in vite dopo le prime tre brevi raffiche di Thomas, ma gli fu accreditato solo come «probabile». Per le superiori prestazioni del Mustang non fu difficile mettersi in coda ad altri due, che esplosero in aria.
Il Maj. Thomas A. Reynolds concluse la carriera bellica in Cina nel maggio 1945, dopo 92 missioni di combattimento per 289 ore. Secondo una stima non ufficiale, a parte gli aerei nemici distrutti al suolo o in combattimento (oltre 100), il CACW fu responsabile dell’eliminazione di 14.740 soldati giapponesi, oltre 900 battelli fluviali, 817 autoveicoli, 32 ponti, 26 depositi ed un «ferry-boat».

 
N. 72 di giu-lug 2010
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